Quando uno non trova il pulsante per spegnere il proprio cervello...

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sabato, 03 novembre 2007
Sul concetto di malattia

    Passarono molti anni, e avevo abbandonato da tempo la medicina, prima che riuscissi ad avere sulla malattia un'opinione che mi sembrasse soddisfacente. L'opinione è questa: Siamo noi la causa delle nostre malattie, i diretti responsabili di qualsiasi malattia ci venga.
    In alcuni casi questo lo comprendiamo molto bene. Sapevamo che non ci saremmo dovuti trascurare e ci siamo presi il raffreddore. Nel caso di malattie più catastrofiche non ci è altrettanto chiaro. Ma sia che riusciamo a capire il meccanismo, sia che non ci riusciamo, sia che esista un meccanismo, sia che non esista, è più sano assumerci la responsabilità della nostra vita e di tutto quello che ci succede.
    Ovviamente non serve a niente colpevolizzarci per una malattia. Fin qui è chiaro. (Raramente è utile colpevolizzare qualcuno per qualsiasi cosa). Ma ciò non significa che dobbiamo anche abdicare ad ogni responsabilità. Non è sano rinunciare alla responsabilità della nostra vita.
In altre parole, potendo scegliere tra il dire a noi stessi "Sto male, ma io non c'entro niente" e il dire "Sto male perché ho provocato la malattia", faremmo meglio a pensare e a comportarci come se fossimo stati noi. Credo che abbiamo più probabilità di guarire se ci assumiamo0 questa responsabilità.
    Intanto, se ci assumiamo la responsabilità di una situazione, ne assumiamo anche il controllo. Siamo meno spaventati e più pratici. Siamo maggiormente in grado di concentrarci su ciò che possiamo fare per vincere la malattia e favorire la guarigione.
    Teniamo inoltre in una prospettiva migliore il vero ruolo del medico. Il medico non è uno che fa miracoli, che ci può salvare per magia, ma piuttosto, un consigliere esperto che ci può assistere nella guarigione. E' molto meglio, quando riusciamo ad avere chiara questa distinzione.
    Quando mi ammalo, vado dal medico come tutti. Un medico ha degli strumenti utili che possono aiutarmi. Oppure quegli strumenti possono farmi male, farmi stare peggio. Sono io a dovere decidere. E' lamia vita. E' la mia responsabilità.


(Micheal Crichton - Viaggi, Garzanti Editore; pagg. 80-81)

Postato da: IlDottorS a 11:41 | link | commenti (1)
pagine di saggezza

martedì, 23 ottobre 2007
Il mio sogno di un futuro migliore...

    Certe volte mi sembra che questa corsa instancabile verso il progresso sia in realtà un delirio collettivo che ci porterà all'autodistruzione. Probabilmente pure molto presto...

    Invece che servirci delle macchine per il nostro bene dobbiamo sempre di più combattere con esse per sopravvivere. Invece che aiutare la gente che ha bisogno, con questi prodigi della tecologia, si creano sempre più divisioni tra gli uomini, fra i ricchi ed i poveri; fra gli sfruttatori e gli sfruttati.

    Purtroppo (o per fortuna, a seconda dei punti di vista), preso o tardi che sarà (ma io spero presto, perché così non si può davvero andare avanti...), gli sfruttati insorgeranno contro gli sfruttatori costruttori di macchine forse si arriverà finalmente a ridistribuire la ricchezza. Si giungerà una buona vota ad un Mondo più giusto.

    Un sogno, forse, un'utopia... Ma ci pensate che bello sarebbe se finalmente si sconfiggessero la povertà e la fame? Se per esempio i datori di lavoro, invece che usare le macchine per licenziare i lavoratori e guadagnare di più le usassero per dare più soldi ai dipendenti, di modo che se anche non lavorano tutti la famiglia tira avanti lo stesso? Non sarebbe magnifico? Si sconfiggerebbe pure la disoccupazione e si spingerebbero gli uomini e le donne a tornare a vivere insieme per costruire un futuro, assieme, e non per sperare di giungere a fine mese...


Il Dottor S.

Postato da: IlDottorS a 18:22 | link | commenti (4)

sabato, 13 ottobre 2007
Il vero "alternativo"

    Il cosiddetto "alternativo", in realtà, non è altro che un'ulteriore categoria inventata da coloro che hanno paura di essere considerati uguali a qualcun altro, ma che inevitabilmente finiscono per unificarsi ad un ennesimo gruppo superiore a loro, dimenticandosi invece che il segreto per scoprirsi finalmente ed infinitamente se stessi è quello di esserlo fino in fondo e senza riserve, con i propri pregi ed i propri difetti.
    Questo, infatti, è il tesoro nascosto della nostra unicità.


Il Dottor S.

Postato da: IlDottorS a 11:08 | link | commenti (2)

venerdì, 05 ottobre 2007

 

Postato da: LithaDexavier a 20:08 | link | commenti (1)

martedì, 11 settembre 2007

Cercavo

in fondo al buco

quella gioia

che non avrei mai

trovato

Postato da: IlDottorS a 13:43 | link | commenti

martedì, 04 settembre 2007

L'unicità crea Dei...

La rarità crea bellezza...

La moltitudine crea banalità.

Postato da: VARDAELLENTARI a 15:40 | link | commenti (1)

domenica, 26 agosto 2007

Gira la ruota e sempre girerà

Oggi tocca a lui domani chi lo sà

Lei è la Signora che miete ogni età

Una cantilena forse la distrarrà

Lei è la Signora che volto non ha

è brutta è bella e non ha età

Ha scritto  la tua favola che solo lei leggerà

poi dal suo sacchetto un anima estrarrà

Oggi tocca a lui domani chi lo sà

Lei non bussa alle porte

ha le chiavi della tua sorte

Litha sapeva che ogni partita la signora vinceva

ma ogni sfida lei proponeva

Dimmi signora ti và una partita?

Lei gli risponde che oggi non le và

Le fa una carezza

Forse domani giocherà

Non aver fretta a giocar la partita

ho sempre vinto io a favola finita

Scuote il sacco

estrae un respiro

Non cè tristezza

non cè lamento

ne una lacrima per il triste momento

Lei è la Signora senza età senza tempo

Se entra dalla tua porta

  inizia la sfida

lei ti sorride

Ha vinto la partita

Postato da: LithaDexavier a 08:54 | link | commenti (2)

lunedì, 20 agosto 2007

Ed è finalmente giorno


Ogni giorno aspetto te
In fondo all'orizzonte
Sospeso a mezz'aria, là
Dove i sogni diventano realtà
e la vita intona melodie

Ogni giorno incontro te
Là, dove il buio diventa luce
Risplendiamo di colori
nel Sole brillante
ed alto su di noi

Siamo canti luminosi
incontro al Sole che sorge
Splendenti di magia
E la Luna che veglia su di noi
col suo canto silenzioso
agita come fiammelle
le stelle tremolanti
nella notte che finisce


A Claudia


Il Dottor S.

Postato da: IlDottorS a 10:47 | link | commenti

lunedì, 06 agosto 2007

kostantinGuarda questo cuore mentre nell'oscurità si mure.

Guardalo,non ti voltare

guardalo negli occhi e dimmi cosa vedi.

L'oscurità... il buio più fitto.

Ma tu non guardi...

Non ci sei...

Al tuo ritorno sarò talmente lontano

da non poterti raggiungere.

Per me ,oltre al buio non resta niente.

Poi penso;E' amore?...

Ma l'amore è una bestemmia

che ti vomita addosso...

Un albero che non ha radici...

Se Dio scopasse con il Diavolo

sarebbe un incesto...

E dal ventre della notte...

nascerebbero Angeli con il cuore a brandelli...

colpiti da proiettili chiamati amore...

Guardami negli occhi e dimmi;

In questo buio corrotto malato

tu ti rifletti?

Postato da: LithaDexavier a 18:59 | link | commenti (1)

mercoledì, 01 agosto 2007

 

d.t.t.o....Ed il ricordo fu li.

Penetrante assordante devastante.

Erano spire mascherate di abbracci.

Erano veleni camuffati di baci...

Esisterà pure un antidoto,

se così non fosse,brucerà il mio cervello.

Non avrò più notti di dolce luna,

nè vedrò la mia ombra specchiarsi  nella sua luce.

Solo ricordi che come veleno

annienteranno i miei dì.

Litha De Xavier

Postato da: LithaDexavier a 21:50 | link | commenti